La testa...
...piccolo e robusto acquario di infiniti pensieri che liberi nuotano rincorrendo sottili fasci di luce.
Gli occhi si chiudono alla luce del giorno e la macchia del buio lentamente dilaga.
Sotto limpida acqua, un fitto fondale di ricordi da cui si è lentamente assorbiti, e serpeggiando impassibili vi ci si accascia...annegando...abbandonando la realtà...intrappolati dalle alghe della memoria che si aggrovigliano e ricoprono l'anima nascondendola al brillio della luce.
Pensieri liberi...pensieri ora prigionieri, sotto una trama sempre più fitta di sensi di colpa, paure, strappi al cuore, rimpianti, incomprensioni di una vita che gode della sua complessità. Ombre che si compongono sul grigio fondale per poi deformarsi, dissolvere e riformarsi nuovamente, uguali, provocanti.
Quel solido contenitore, un tempo nutrito da frizzanti bagliori, come una vescica si riempie di impurità.
Dove sono finiti quei fili dorati che attraversavano quel magico oceano?
Dove si sono nascoste le creature che lo popolavano?
Sottili canti di sirena corrono vibranti sulle pareti e giungono come piccole scosse sulle palpebre. Scarica dopo scarica si apre una feritoia, l'ampolla tanto compatta cede. Ecco allora scivolare fuori quegli opachi esseri che giacevano sul fondo, forme della memoria corrotta dall'intreccio melmoso della coscienza.
E giù, a spurgare quel marcio fondale che scivola sul viso, tamponato da ritagli di carta troppo sottile per arrestarne tutto il flusso, che in parte, va a morire, con sapore amaro, sulle morbide labbra.
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